Spaghetti all’assassina


In questi giorni sto leggendo un libro, “Gli spaghetti all’assassina” di Gabriella Genisi, autrice di una serie di 5 romanzi, di cui questo è l’ultimo, incentrato sul personaggio di Lolita Lobosco, commissario della omicidi e ambientati a Bari.

Proprio dal titolo e dai contenuti del romanzo sono venuta a conoscenza di questa ricetta, che ignoravo completamente, e mi è venuta voglia di realizzarla, apportando, ovviamente, alcune personali varianti.

Indagando  in rete ho avuto modo di appurare che a Bari è davvero una ricetta “cult” e che, addirittura, esiste una “Accademia degli spaghetti all’assassina”

In sostanza si tratta di un piatto di spaghetti al pomodoro, piccanti, cotti in una padella di ferro, risottati e poi fatti abbrustolire, retaggio della vecchia cultura del riciclo e del riutilizo del cibo avanzato.

Naturalmente nella ricetta proposta gli spaghetti vengono cotti al  momento e serviti ben caldi.

 

Ingredienti : spaghetti,  passata di pomodoro, peperoncino piccante, aglio, olio extravergine d’oliva, sale, 

cacioriciotta  o parmigiano grattugiati, se piace. 

 

Fate soffriggere nell’olio l’aglio schiacciato e il peperoncino, una volta dorato togliete l’aglio, e  aggiungete la salsa di pomodoro abbassando il fuoco.

Fate scottare gli spaghetti (per 2-3 minuti), scolateli e trasferiteli nella padella con il sugo.

Allargate al centro gli spaghetti usando una spatola di legno, aggiungete un mestolo di sugo diluendolo  con poca acqua di cottura della pasta, e, senza mescolare, ma con un movimento circolare dai bordi della padella, spingete la pasta verso il centro continuando a girare in senso circolare e, se occorre, aggiungendo un pochino di acqua di cottura alla volta.

Quando, a occhio, vi sembrerà quasi a cottura ultimata, assaggiatela, aggiungete un mestolino di sugo non diluito, alzate la fiamma al massimo e lasciate abbrustolire per qualche minuto senza mescolare ,  quindi portate in tavola, e servite subito.

La padella per la buona riuscita di questo piatto dovrebbe essere di ferro, io ho usato una padella grande antiaderente, a fuoco basso, e il risultato non mi è dispiaciuto affatto!

Provateli, vale la pena, accompagnandoli con un bel Primitivo.

Buon appetito,
Rossana

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