Che origine ha la parola jazz?


La parola jazz è apparsa certamente sulla carta stampata, nell’espressione “ragtime e jazz”, in un giornale di San Francisco, “The Bulletin”, nel numero del 6 marzo 1913, in un articolo che parlava di una partita di baseball nella quale una squadra avrebbe dimostrato di avere del “jazz”, e cioè del “pepe”, dell’”entusiasmo”.

Un tale Chapman, ha però assicurato di aver visto con i suoi occhi un manifesto vecchio di oltre cento anni (stampato intorno al 1860) in cui appariva la parola “jass”.

Fra le poche cose di cui nessuno dubita è che il vocabolo, al tempo in cui cominciò ad essere usato dalle orchestrine arrivate a Chicago da New Orleans tra il 1915 e il 1916, aveva una chiara connotazione di volgarità, se non di oscenità.

Secondo il trombonista Tom Brown, “jass” era allora semplicemente una parolaccia usata nel quartiere dei bordelli di Chicago senza alcun riferimento ad un genere musicale.

Un’opinione questa che può essere avallata da molti autorevoli studiosi dello slang statunitense, che attribuiscono al termine un originario significato sessuale.

Per altri, jazz sarebbe una corruzione di un nome di persona: un certo Jasbo Brown, un musicista nero di cui “Music Trade Review” aveva dato notizia nel 1919, pubblicando una corrispondenza secondo la quale Brown suonava una musica selvaggia e bizzarra quando era ubriaco, “Ancora Jasbo!”, “Ancora Jas!”, dicevano i clienti, dandogli da bere per avere in cambio la eccitante musica.

E poi ci si è riferiti all’espressione “jazz it up, jazz ‘em up”, usata con il significato di “metteteci un po’ di pepe”, “un po’ più di ritmo” e simili.

Un’ altra ipotesi fa derivare jass (in origine jazz si scriveva così) dalla parola di etimologia francese jaser (gracchiare, fare rumore, perfino fare sesso nel dialetto della Louisiana francofona dell’800). 

La linea etimologica francese jaser-jass sembra avvalorata dai giornali dalla fine dell’800 al 1918 e dalle testimonianze di musicisti di New Orleans, secondo cui questa musica veniva considerata in ambienti tradizionali come “fracasso”, “rumore sgradevole”, musica “cacofonica” e perfino “orgia sessuale”. 

In contrasto con questa teoria, recenti testimonianze raccolte tra alcuni musicisti in attività a New Orleans all’inizio del XX secolo indicano che la parola non è stata usata a New Orleans per denotare una musica fino al 1917, quando vi arrivò in una lettera che Freddie Keppard spedì da Chicago a Joe “King” Oliver, che la mostrò al suo protetto Louis Armstrong. 

Un’ipotesi recente è che la parola abbia una provenienza settentrionale, con le prime attestazioni di uso localizzate nell’area di San Francisco.

Il ricercatore Gerald Cohen ha appurato che la parola inizia ad apparire sul giornale San Francisco Chronicle nel 1913, come sinonimo di vigore, energia, effervescenza.

Il cronista che la usò l’avrebbe mutuata da un altro cronista, che a usa volta l’avrebbe sentita usare da giocatori di dadi durante una partita. 

Ad ogni modo dopo che la parola “jazz” fu resa famosa, essa si arricchì rapidamente di connotazioni anche negative al punto da essere talvolta utilizzata come epiteto. 

La parola “jasm” era usata nel Sud degli Stati Uniti come sinonimo di energia ed entusiasmo.

Su disco viene usato per la prima volta nel 1917 dalla Original Dixieland Jass Band di Nick La Rocca, un italo-americano di origine calabrese che con una certa faccia tosta si autodefinisce “creator of jazz”.

Original Dixieland Jazz Band – Livery Stable Blues

 

 

Quale che sia la verità di certo questo è il primo disco di jazz mai registrato, buon ascolto.

Fonte internet e “La storia del jazz” di Walter Mauro

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