La luna nell’orto


In questi giorni, chi più chi meno, ci stiamo predispondendo alla semina o al trapianto delle piantine nel nostro orto e, mai come in questa situazione, torna prepotentemente alla ribalta la Luna.

La luna nell’orto, anche se fresca e notturna, è argomento ‘scottante’.

Nel senso che ci sono opinioni contrastanti al riguardo e, che si creda o meno alla sua influenza sulla crescita delle piante, resta un elemento di cui dovere parlare.

Per chi viene da una famiglia di ‘contadini-orticoltori’, dove  il calendario di Frate Indovino faceva sempre bella mostra di sé sul muro della cucina, non tenere conto della luna è un sacrilegio, ma sono da capire anche  gli scettici che, in un periodo in cui i satelliti sono più delle stelle, storcono il naso nello scrutare il calendario lunare ad ogni ‘piè sospinto’.

Cerchiamo quindi di comprendere  i principi fondamentali per aiutare chi vorrà farne uso e tenerne di conto.

Secondo i vecchi contadini e i sostenitori dell’agricoltura biodinamica, la luna influenza il nostro orto tanto quanto il sole, ne governa i vari aspetti (semina, lavori colturali, raccolta) in modo complementare.

Sembra per esempio che la luce lunare penetri più profondamente nel suolo di quanto non faccia la luce solare e che certe attività, come la germinazione, sia inibita dall’eccessiva intensità del sole e sia favorita nel corso della notte.

Di contro va considerato che la Luna ha una luce circa 175 000 volte inferiore di quella proveniente direttamente dal Sole.

Una notte completa di plenilunio  corrisponde dunque a circa un quarto di secondo di luce solare.

Sarà sufficiente per determinare una reale differenza? Chi ha provato a far crescere delle piantine in casa sa quanta luce è necessaria per il loro sviluppo…

Inoltre questa ipotesi non spiegherebbe la differenza tra luna Crescente e Luna Calante in quanto per esempio, la quantità di luce emessa 7 giorni prima della luna piena (fase di luna crescente) è identica a quella emessa 7 giorni dopo (fase di luna calante), eppure si dovrebbero avere effetti opposti..

Che dire poi delle notti nuvolose, così frequenti specialmente in primavera?

Queste tradizioni sono così ancestrali che sembra difficile trovare informazioni precise sulle loro origini.

Quello che è certo è che gli egiziani, i babilonesi e i maya erano attenti osservatori dei fenomeni celesti. Questi popoli attribuivano alla Luna poteri magici legati alla fertilità.

Gli assiro-babilonesi consideravano la Luna come l’astro che è capace di generare e distruggere se stesso.

In epoca più recente (1924), Rudolf Steiner, il fondatore dell’agricoltura biodinamica, ha enfatizzato l’influenza della Luna e della posizione dei pianeti nelle attività agricole.

Maria Thun ha in seguito ripreso e volgarizzato i lavori di Steiner con il suo “Calendario lunare delle semine”.

Secondo questo calendario, lo sviluppo delle piante sarebbe condizionato dal passaggio della Luna nelle varie costellazioni astrologiche.

L’aspetto più importante da capire, secondo la teoria favorevole agli influssi lunari, è che:

– durante la luna crescente i succhi linfatici risalgono verso la superficie (per lo stesso effetto a cui sono soggette le maree) e quindi è favorito lo sviluppo vegetale delle piante;

– durante la luna calante si ha l’effetto opposto, gli stessi succhi vegetali si ritirano verso la radice e la terra più accogliente.

Su questa base è facile comprendere perché le semine vadano effettuate con la luna crescente, tuttavia alcune preferiscono la calante, come la lattuga.

Questa se seminata in luna crescente tenderà subito a fruttificare a scapito della tenerezza delle foglie e della compattezza del cespo.

Per riassumere in modo semplice possiamo dire che:

– le piante di cui raccoglieremo fiori e frutti si semineranno in luna crescente;

– quelle che è meglio che vadano a fiore più tardi possibile in luna calante.

Un’ultima raccomandazione: non si deve mai seminare quando ci sono le eclissi e in concomitanza dei nodi lunari, ovvero due giorni al mese durante l’ apogeo (punto di massima distanza tra luna e il sole) e il perigeo (punto di cui sono più vicini). I calendari lunari ci saranno di aiuto in questo.

Ora però è il momento di cercare delle spiegazioni che possano avvalorare le antiche tradizioni.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che non esiste nessun legame rilevante tra le fasi lunari e lo sviluppo delle piante.

Numerosi studi hanno verificato le date di nascita di centinaia di migliaia di bambini e provano la totale inesistenza di relazione tra nascita e fasi lunari.

Decine di ricerche hanno cercato di evidenziare l’eventuale relazione tra la Luna e certi comportamenti umani (aggressività, violenza, atti criminali, suicidi, abuso di droghe, depressione, ricoveri, incidenti, …).

Il risultato è unanime: non esiste nessuna relazione tra questi comportamenti e le fasi lunari.

Il solo legame certo tra la Luna e la Terra è l’attrazione gravitazionale tra i due corpi celesti.

Le maree ne sono un esempio. Sembra che siano stati dimostrati anche tropismi su organismi marini o certe piante ma con influenza irrilevante.

I fattori che spingono una pianta a produrre fiori, sono altri: in particolar modo le condizioni termiche o idriche.

In conclusione seguire la Luna male non fa, ma non ci sono prove scientifiche che funzioni cosi come dicono le tradizioni.

Quindi ognuno di noi è libero di piantare quando ne ha voglia senza il timore di suscitare scetticismo.

In fondo è chi sostiene una teoria che ha il dovere di dimostrala………..

 

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