Cenni sulla coltivazione del pomodoro


Il pomodoro è una pianta originaria del Perù che negli ultimi 200 anni è stata selezionata in moltissime varietà da coltivare, adeguandola a diversi climi e terreni.

Si tratta di un ortaggio che non può mancare nel vostro orto ed eccoci qui a darvi alcuni consigli su come coltivare i pomodori, nel rispetto dell’orticoltura biologica, ossia senza usare insetticidi chimici ma con metodi naturali di difesa degli ortaggi.

Dal pomodoro a ciliegina fino al cuore di bue, dal classico pomodoro da salsa agli stravaganti pomodori neri, parliamo di una verdura che non stufa mai con le sue numerose varietà e i mille utilizzi in cucina.

La soddisfazione di mangiare un pomodoro colto direttamente dalla propria pianta vi ripagherà di tutto il lavoro, vediamo quindi come coltivare al meglio i pomodori in un orto biologico.

Il terreno ideale per coltivare i pomodori è con ph=6 e deve essere ben concimato in fase di lavorazione preparatoria.

Come quantità calcoliamo 0,6 kg di concime organico pellettato al metro quadro ( 10 volte tanto se si tratta di letame o compost maturo).

Se la produzione è scalare si può intervenire via via con concimazioni aggiunte, intervenendo anche con prodotti organici idrosolubili come sangue di bue o borlande (residui della lavorazione della barbabietola).

Il pomodoro va seminato in seminiera, tra febbraio e marzo, il seme germoglia in una settimana. Deve essere collocato in un ambiente caldo (24 gradi per germogliare).

Il pomodoro è una pianta sensibile alla temperatura piuttosto che alle ore di luce, richiede almeno 13 gradi per crescere. .

 Dalla semina in semenzaio si passa poi in vaso fino allo stadio di prefioritura, si può trapiantare a temperature minime di 10 gradi C. Il trapianto in fase di prefioritura, quando le piante son alte circa 30 cm, permette di mettere le piantine con i fiori rivolti all’esterno dell’aiuola, così tutti i fiori emergeranno da quel lato e sarà comoda la raccolta.

Per decidere a che distanza trapiantare le piantine di pomodoro bisogna sapere se la pianta è a portamento determinato (smette di crescere arrivata a una certa dimensione, quindi non richiede supporti) oppure a portamento indeterminato (occorre predisporre supporti).

I pomodori da orto solitamente sono a crescita indeterminata e si fanno file distanti 70 cm (50 cm lungo la fila tra una pianta e l’altra), è comodo disporre a bina i sostegni (fare due file appaiate, i sostegni si incrociano in alto, dove si legano, in questo modo il sostegno guadagna stabilità e una parte non subisce mai traumi alle radici.

Le piante a portamento determinato si trapiantano a file distanti 120 cm e a 70 cm sulla fila, la distanza è maggiore perchè hanno uno sviluppo in orizzontale.

La pianta di pomodori produce dei germogli all’ascella delle varie foglie, chiamati anche cacchi o femminelle che vanno recisi vicino alla base appena possibile (con le foglie o anche con l’unghia), perché disperdono l’energia della pianta.

Lo stesso vale per i succhioni che crescono alla base. Femminelle o suchioni di una certa dimensioni possono essere usati per riprodurre la pianta a talea e così si ottengono poi pomodori tardivi.

Gli ascellari recisi possono essere lasciati ai piedi delle piante per non impoverire il terreno.

Se il terreno ha troppo azoto anche dai grappoli di fiori e dalle nervature delle foglie possono nascere femminiele Se nel terreno c’è troppo azoto, anche i grappoli di fiori possono produrre femminelle.

Il pomodoro va lasciato crescere fino a settembre, poi  si cima il germoglio centrale.

Quanto irrigare il pomodoro: per la coltivazione in serra il pomodoro necessita di 1.400 litri ogni metro quadro, nell’orto bastano 600 – 900 litri, compresa la pioggia (1 mm di pioggia = 1 litro per metro quadro). Se non piove normalmente si bagna una/due volte la settimana, abbondantemente.

Il pomodoro è un ortaggio che viene ben concimato e generalmente lascia una fertilità residua. Dopo il pomodoro si possono coltivare ottimamente leguminose (come fave, ceci, piselli, fagioli) anche senza concimazione di fondo, oppure liliacee (aglio o cipolla).

Se si verificano malattie funginee è bene ricordare che le piante vanno bruciate o buttate nell’immondizia e non devono essere usate per fare compostaggio o lasciate sul terreno.

Le spore di malattie come la peronospora del pomodoro o il fusarium infatti possono restare nel terreno e colpire nuovamente l’orto gli anni successivi.

Tra le malattie che possono colpire il pomodoro ricordiamo:

Peronospora:

Si riconosce per l’ingiallimento delle foglie (si può notare controluce diverse densità nella foglia ingiallita), passa poi al brunastro e si trasmette a fusto e frutti. Sui frutti del pomodoro la peronospora si manifesta in macchie a cerchi concentrici.

Normalmente colpisce a partire da metà agosto, a causa dell’umidità notturna. Per combatterla si usa la poltiglia bordolese o comunque prodotti bio a base di rame, bisogna fare i trattamenti anche in presenza di fiori, si deve irrorare al mattino quando sono ancora chiusi, tenendo presente che la carenza è di 20 giorni.

Per i pomodori da salsa il trattamento col rame va anticipato e deve essere fatto prima della fine di luglio.

Alternaria:

Altra malattia funginea che colpisce il pomodoro e come la peronospora inizia con un ingiallimento fogliare e poi si manifesta in macchie scure e marciume nei frutti.

Il marciume si può trovare in qualsiasi parte dei frutti, si distingue così dal marciume apicale, che è invece una fisiopatia del pomodoro.

L’alternaria in agricoltura biologica si previene con trattamenti di rame.

Fusarium e verticillium:

Il fusarium del pomodoro provoca una morte rapida delle piante che si seccano dopo essere appassite. Aprendo il fusto si notano i capillari neri. La pianta colpita va eliminata prontamente, altrimenti la malattia si diffonde rapidamente tra tutta la nostra coltivazione di pomodori.

Rizottonia o pitium: 

 Malattia funginea che colpisce pomodoro, carota e prezzemolo, agisce  quando c’è forte umidità e temperature di almeno 20 gradi, colpisce la pianta al colletto e alle radici.

Per evitarla conviene diseinfettare il terriccio di semina e il terreno dell’orto col rame.

Batteriosi: 

Si manifesta in piccoli puntini sulle foglie e un arresto della crescita, il rame può prevenirla ma anche curarla, non essendo irreversibile come le malattie crittogame.

A differenza delle malattie le fisiopatie sono dovute a condizioni ambientali anomale, ripristinando la situazione corretta si può salvare la pianta.

Marciume apicale:

Si manifesta come una macchia nera sui frutti, colpisce soprattutto le varietà di forma allungata ed è chiamata scherzosamente il “culo nero del pomodoro”.

Il marciume apicale è dovuto generalmente a carenza d’acqua, può anche essere dovuto a troppo azoto o potassio nel terreno.

Scatolamento del pomodoro:

 il frutto risulta molle e appassito perchè si arresta lo sviluppo della placenta. E’ dovuto a un’improvvisa carenza di acqua.

Non colorazione:

Con temperature sopra ai 35 gradi si interrompe la produzione di licopene e il pomodoro non prende colore, spesso si verifica contemporaneamente anche lo scatolamento del frutto.

Spaccatura del frutto: 

Il pomodoro inspessisce la buccia in caso di siccità, successive piogge forti possono spaccare i frutti.

Screpolature:

Sono dovute ad una forte umidità dell’aria, avvengono dalla seconda metà di agosto. Si manifestano con forma di ragnatela, e colpisce solo la parte superiore, mentre quella inferiore resta sana.

Scottature: 

Il sole forte può rendere biancastro o marroncino il frutto del pomodoro.

Muso di gatto: 

Sono chiamate così tre macchioline secche che compaiono sul frutto all’apice a causa di mancata produzione di auxine, si verifica se si tolgono troppe foglie alla pianta.

Oltre alla malattie citate è possibile che i pomodori siano spesso attaccati da insetti e parassiti come:

Afidi: 

Questi pidocchi del pomodoro sono pericolosi soprattutto perché trasmettono virosi alle piante, si riconoscono perchè fanno accartocciare le foglie.

Nell’orto biologico si possono combattere gli afidi con piretro (insetticida biologico) oppure con metodi naturali, come aglio, macerato di ortica o sapone di marsiglia. La difesa biologica dagli afidi la fanno soprattutto le coccinelle.

Elateridi:

Vermetti sotterranei che attaccano le radici, si nota dal deperimento inspiegato delle piante. Vedi come difendersi dagli elateridi.

Nottue:

Durante la notte escono dal terreno e mangiano la parte aerea delle piante, si possono combattere col bacillo thuringensis, approfondisci la difesa dalle nottue.

Dorifora:

Questo coleottero attacca le piante solanacee come patata e pomodoro. Ecco qualche consiglio per difendere l’orto dalla dorifora.

Mosca bianca, Cimici, Limacce, Lumache, Topi e Arvicole sono altri animali pericolosi per i nostri pomodori.

Fonte internet

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